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Italiano

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta (Sec. XVI)

La parrocchiale dedicata all'Assunta sorge nel centro del paese.
Si accede all'edificio per mezzo di una piccola scalinata. Fu eretta tra il 1672 e 1678, per opera di Tommaso Rudie, capomastro vercellese: così almeno è inciso sulla lapide di serizzo recentemente ritrovata nel sottotetto della chiesa.
L'edificio si presenta a navata unica, sulla quale si affacciano tre cappelle sul lato destro dedicate a Sant'Antonio, al Santissimo Crocifisso, al Rosario, mentre sul lato sinistro si trovano le cappelle intitolate a San Rocco e alle Anime Purganti. Di buona fattura l'altare maggiore barocco, in marmi policromi.
Purtroppo all'interno della chiesa non si vedono decorazioni di particolare pregio perché trafugate negli ultimi tempi.


English

Parisch church of the Virgin Mary

The parisch church dedicated to the Assumption of the Virgin Mary stando in the center. The entrance is from a staircase.
As inscribed on a "serizzo" stone recently discovered in the loft, the church was erected between 1672 and 1678 by Tommaso Rudie, a master mason from Vercelli.
The building has a single nave; the three chapels facing onto the right side are dedicated to St Anthony, the Holy Crucifix, and the Rosary. The three chapels to the left are entitled to St Rocco and to the Souls in Purgatory.
Noteworthy is the Baroque main altar, of polychrome marbles. Unfortunately, the most valuable ornaments have been recently stolen.


a cura di Valerio Cirio

La presenza di una chiesa a Vinzaglio è molto antica e si può ragionevolmente far risalire al periodo altomedievale, quando si ha notizia del "castrum Vigucialli" in cui si svolse la vendita di alcuni beni immobili.
Le prime notizie documentate, però, della chiesa della Beata Vergine Assunta di Vinzaglio sono presenti in un atto del 1258 stipulato dal notaio Ulrico del Marco, in cui vengono fissati i confini territoriali del borgo franco di "perronascam" (Pernasca), che si trovava nei pressi di Vinzaglio.
Una testimonianza successiva della chiesa si può ricavare nell'atto di investitura del 1348 accordata dal vescovo di Vercelli Giovanni Fieschi a Leonardo Visconti in cui si citano alcune decime della chiesa di Santa Maria di Vinzaglio e ancora nel "Liber extimi" della diocesi di Vercelli del 1440 in cui viene nominata l'"Ecclesia di Santa Mariae de Vinzalio" come gravata da un prelievo fiscale quanto quello di altre chiese parrocchiali.
Le condizioni dell'edificio sacro, durante la visita del vicario generale di Vercelli monsignor Boccafoco, avvenuta nel 1588, dovevano essere precarie e, probabilmente, bisognose di sistemazioni e restauri se in quella circostanza venne concesso il permesso al curato di "S. Mariae di Vinzalio", tale Nicolao, di prendere il materiale della chiesa di Pernasca, distrutta, per riutilizzarlo nella chiesa Parrocchiale di Vinzaglio.
Il declino di Santa Maria di Vinzaglio, però fu inarrestabile nonostante questi tentativi.
Nel 1672 fu deciso di ricostruirla nel medesimo luogo. I lavori per la sua realizzazione furono intrapresi nel 1672 e durarono fino al 1678 sotto la guida di Tommaso Rudie capomastro vercellese, come è attestato da una lapide presente nel sottotetto dell'edificio sacro.
La Parrocchia di Santa Maria di Vinzaglio all'epoca era un'entità spirituale e territoriale di un certo rilievo ed esercitava la sua giurisdizione sui territori di Torrione, Scavarda e su quello di alcune cascine del circondario.
Nel 1754, durante l'episcopato di monsignor Solaro, queste località furono separate per l'eccessiva distanza dalla chiesa principale che impediva, in caso di mal tempo e di avvenimenti eccezionali, la somministrazione dei sacramenti agli abitanti. Queste entità territoriali furono riunite nella nuova parrocchia di San Bernardino da Siena di Torrione.
La chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta di Vinzaglio è orientata rispetto l'asse est-ovest con la facciata a occidente e l'abside a oriente. L'edificio sacro presenta una sola navata con l'altare maggiore settecentesco in marmi policromi finemente accostati che creano un risultato di grande raffinatezza.
La chiesa Parrocchiale di Vinzaglio è dedicata alla Vergine. Questa intitolazione è assai diffusa ed antica ed era molto sentita dalla popolazione che si affidava a Maria, in quanto madre di Cristo, e chiedeva la sua mediazione per esaudire desideri e grazie.
La Madonna è madre per eccellenza di tutti e tutto può. L'esperienza dolorifica, poi, vissuta da Maria, la poneva vicino ai sofferenti. Appellarsi a lei era di grande ristoro per le persone toccate da tribolazioni.
Fra le dedicazioni presenti nella chiesa compare anche quella degli altari fra cui spicca l'intitolazione alle Anime del Purgatorio, a San Rocco, a Sant'Antonio, al Santo Crocifisso e al Rosario.
L'altare dedicato alle Anime Purganti è legato a questa devozione molto diffusa in età barocca. La comunione coi Santi, infatti, favorì il culto delle Anime del Purgatorio a cui la popolazione si appellava per chiedere benefici spirituali e materiali di qualsiasi genere.
Alle preghiere dei defunti s'imputava l'abbondanza del raccolto, il mutamento del clima, ecc. Questo tipo di devozione favorì anche la realizzazione degli ossari, posto ideale per invocare i defunti.
Il culto di San Rocco, ricordato in un altare a sinistra della navata è assai antico ed è circondato dalla leggenda in quanto radicato nell'immaginario della popolazione. Questo culto aveva conosciuto una grande diffusione in Europa a partire dal XV secolo ed era legato al flagello della peste.
Il Santo viene immaginato vestito da pellegrino e in compagnia del suo cane che gli portava un tozzo di pane quando egli era malato di peste. A San Rocco si conferivano poteri taumaturgici e salvifici per gli appestati, successivamente transitati ad altri fenomeni morbosi.
Altro culto presente nella chiesa Parrocchiale di Vinzaglio è quello di Sant'Antonio Abate, anch'egli con forti connotati taumaturgici.
La crescita del culto del Santo in occidente, infatti, fu in parte dovuta alla nomea di guaritore dall'"herpes zoster", comunemente chiamato "fuoco di Sant'Antonio". Sant'Antonio, inoltre, era invocato contro la peste, lo scorbuto e altre malettie e alla sua protezione erano affidati agli animali domestici ed in particolare il maiale, animale fondamentale per l'alimentazione dell'epoca.
Fra le altre intitolazioni emerge quella della Beata Vergine del Rosario e della Croce. La diffusione del primo culto risale al XV-XVI secolo, ma conobbe una rapida popolarità dopo la battaglia di Lepanto del 1571, quando i cristiani sconfissero gli infedeli proprio durante la festività della Madonna del Rosario. Questa vittoria fu attribuita all'intercessione della Vergine.
Il culto della Croce, invece, è messo in relazione alla passione di Cristo. La Croce ha avuto un ruolo centrale nella vita del Figlio di Dio ed è stata lo strumento del suo martirio e della sua sofferenza e quindi della redenzione degli uomini. Nell'adorazione della Croce di venera Cristo.
Questi culti si rispecchiano nell'edificio chiesastico e nell'architettura della Parrocchiale di Vinzaglio e costituiscono un "unicum" di fede e arte.
L'architettura della chiesa di Santa Maria Assunta di Vinzaglio interessa il campo della storia dell'arte minore, ma non per questo è priva di interesse. L'edificio prende spunto da vari riferimenti culturali fra cui le "Instructiones Fabricae..." di Carlo Borromeo.
Un altro riferimento culturale fu quel patrimonio costituito dalle tante architetture, eseguite in assenza di cospicui capitali finanziari, sparse nel territorio ed espressione di un linguaggio semplice ed immediato che utilizzava superfici lineari con qualche elemento costruttivo aulico e nobile come paraste, timpani, modanature, ecc. Il risultato ottenuto è di un certo interesse e sicura testimonianza dell'idea del sacro che la comunità che l'ha prodotta ha avuto.
La chiesa Parrocchiale di Vinzaglio ha una navata unica con l'altare maggiore, a sinistra la cappella intitolata a San Rocco e alle Anime del Purgatorio e a destra l'altare di Sant'Antonio, del Santo Crocifisso e del Santo Rosario. La chiesa è vicina alla strada princiale da cui si accede attraverso una breve scalinata.
La facciata è semplice e lineare e presenta una certa armonia nelle proporzioni con superfici lisce e due ordini di paraste sormontate da un frontone con due pinnacoli laterali e una croce centrale. La parte inferiore della facciata è caratterizzata da due lesene e da un'unica porta per accedere all'interno della chiesa, mentre la parte superiore è movimentata da un numero analogo di lesene ma pià ridotte rispetto alle precedenti e inoltre evidenzia superfici senza decorazioni e prive di aperture.
Nel complesso chiesastico spicca il campanile posto nella zona absidale. Ha superfici lisce caratterizzate da fasce in rilievo poste verticalmente e orizzontalmente. Il campanile, inoltre, ha una pianta quadrangolare che culmina con una copertura piramidale, sormontata da una croce.
La torre campanaria segnala nel territorio circostante la presenza di questo edificio sacro che rappresenta un simbolo in cui la gente si riconosce e si identifica.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Paesi fra le risaie - Volume 29"
Provincia di Novara 2005






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